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Albert Camus

Albert Camus è considerato il padre dell’assurdismo per i suoi contributi sia filosofici sia letterari. Qualche anno dopo la laurea in filosofia inizia la sua produzione con la novella Lo straniero che racconta la storia di un delitto senza motivi e denuncia l’assurdità di vivere e l’ingiustizia universale. Segue Il mito di Sisifo in cui propone come esempio di felicità l’accettazione della propria condizione (Il faut imaginer Sisyphe heureux, Si deve immaginare Sisifo felice) perché ciò permette una sopportazione della realtà che conduce al riconoscimento dei propri limiti (lo sforzo del ripetere sempre la stessa azione senza senso basta a donare un senso).

Il suo pensiero verte sull’assurdità dell’esistenza, ovvero sull’impossibilità da parte dell’uomo di cogliere e dare un senso alla vita (che per Camus non esiste). Pur non cadendo nel nichilismo, il tema del suicidio è molto presente nei suoi scritti.

Un messaggio tutto sommato “attivo” si può cogliere nel suo atteggiamento circa la rivolta contro qualsiasi tipo di condizionamento e oppressione alla condizione umana. Essa è vista come creatrice di valori in un universo “muto” (il deserto).

La motivazione del Nobel sta nella sua importante produzione letteraria, che colse con chiarezza la coscienza dell’uomo del suo tempo.

Biografia e opere

1913 – Nasce nell’odierna Dréan (Algeria) agli inizi del Novecento, dove pratica il calcio e il nuoto (attività che lo segneranno per il resto della vita)

1933-36 – Studia filosofia all’università di Algeri

1940 – Lavora a Parigi come caporedattore per il giornale Paris-Soir

1942 – Pubblica Lo straniero.

1942 – Pubblica Il mito di Sisifo.

1943 – Conosce Jean-Paul Sartre a Parigi, con cui instaura una profonda amicizia

1943-1945 – Negli anni della resistenza francese si affilia alla cellula partigiana Combat diventando caporedattore ed editorialista dell’omonimo giornale

1947 – Pubblica La Peste

1951 – Pubblica L’Uomo in Rivolta che sancisce la sua rottura con la sinistra francese e la rottura con Sartre perché Camus auspica un nuovo Umanesimo fondato sulla solidarietà e critica le degenerazioni del comunismo.

1956 – Pubblica La Caduta. Un attacco contro il finto buonismo dell’uomo moderno

1957 – Riceve il premio Nobel per la letteratura

1960 – Muore in un incidente stradale a Sens, Francia

Albert Camus - Biografia - Opere - Frasi celebri

Tomba di Albert Camus a Lourmarin (Provenza, Francia)

Frasi celebri di Albert Camus

Il fine giustifica i mezzi? È possibile. Ma chi giustificherà il fine? A questo interrogativo, che il pensiero storico lascia in sospeso, la rivolta risponde: i mezzi.

Un romanzo non è altro che filosofia messa in immagini.

Con la ribellione nasce la consapevolezza.

C’è solo un problema filosofico veramente serio ed è il suicidio. Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta, è rispondere al quesito fondamentale della filosofia.

Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. (incipit de Lo Straniero) (leggi Se muori e non lo sai)

La speranza, al contrario di quel che si crede, equivale alla rassegnazione. E vivere non è rassegnarsi.

Cultura: grido degli uomini davanti al loro destino.

Tutto quello che so sicuramente di moralità e obblighi lo devo al calcio.

Mi restava solo poco tempo e non volevo sprecarlo con Dio.

L’uomo è la sola creatura che rifiuti di essere ciò che è.

Non abbiamo il tempo di essere noi stessi. Abbiamo solo il tempo di essere felici.

 

Indice materie – Letteratura francese – Precedente: Jean-Paul Sartre – Albert Camus – Successivo: Gargantua e Pantagruel

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